SU COSA POSSO AGIRE? (parte 2)

QUALI SONO GLI ELEMENTI CHE INFLUENZANO LA NOSTRA PASSEGGIATA?

 

1° ELEMENTO: NOI

Il primo elemento su cui possiamo agire, siamo noi stessi!

Attraverso i segnali che mandiamo, le nostre emozioni e convinzioni, abbiamo il potere di influenzare positivamente o negativamente il comportamento del nostro cane in passeggiata.

  • Segnali visivi e non: attraverso la postura del corpo, l’orientamento dei piedi e delle spalle, lo sguardo e il tono della voce, trasmettiamo informazioni. In pratica, in ogni momento diciamo qualcosa che il nostro cane osserva e interpreta.

  • Emozioni: Anche le nostre emozioni svolgono un ruolo fondamentale: il guinzaglio agisce come se fosse il prolungamento del nostro braccio. Attraverso di esso, lui sente cosa stiamo provando: se siamo tesi o rilassati, preoccupati o sereni, come se lo stessimo tenendo per mano. Perfino il nostro odore cambia a seconda di ciò che proviamo, è la chimica del corpo!

        Questo fa sì che spesso sia la nostra stessa reazione emotiva, ad anticipare e scatenare la sua.

Ad esempio: se incontro un cane durante la passeggiata e quando lo vedo comincio ad irrigidirmi, a preoccuparmi e agitarmi, lui lo avvertirà e reagirà allo stesso modo! Quello che noi per primi percepiamo come una minaccia, lo diventerà in automatico anche per il cane.

Ciò che può aiutarci è diventare consapevoli: imparare a riconoscere cosa stiamo provando in un preciso momento, e di conseguenza, quali segnali stiamo mandando al nostro cane. Come può rilassarsi e passare oltre un problema (un cane o qualsiasi cosa percepita come pericolo/fonte di stress) se noi nello stesso momento ci stiamo concentrando proprio su quello?

  • Convinzioni: il nostro comportamento è influenzato da ciò che crediamo, dalle nostre idee e convinzioni riguardo il nostro cane, l’ambiente, ciò che è giusto o sbagliato nel suo comportamento, l’esito di una situazione, ecc…

Ciò che noi siamo, pensiamo e proviamo si riflette, inevitabilmente, sul comportamento del nostro cane.

2° ELEMENTO: ATTREZZATURA

  • Che tipo di guinzaglio e pettorina/collare uso?

  • In che modo?

1 – Scegliere l’attrezzatura giusta

Non esiste una regola univoca per cui una cosa è meglio dell’altra: è il nostro cane a dircelo. Tramite l’osservazione del suo comportamento possiamo comprendere qual’ è la più adatta a lui.

  • Pettorina o collare? Ci sono cani che si sentono più a loro agio con una piuttosto che con l’altro oppure con alcuni tipi di pettorine si, con altre no. Provate! Più un cane si sente bene con quello che ha addosso e meno tende a tirare. Personalmente prediligo la pettorina con la maniglia, la trovo più comoda per lui e mi aiuta a bloccarlo facilmente in caso di pericolo senza doverlo tirare;

  • Attenzione ai guinzagli allungabili (Flexi): sono il miglior modo per insegnare ad un cane a tirare! Il filo del Flexi non solo non permette una corretta comunicazione, ma resta perennemente in tensione. Inoltre, accorciandosi ed allungandosi continuamente, non dà al cane la possibilità di rendersi conto della lunghezza dello “spazio” che ha a disposizione per muoversi e quindi tenderà sempre a tirare per capire se c’è ancora spazio disponibile. Il mio consiglio è di utilizzare i guinzagli da addestramento: hanno 3 anelli a differenti altezze a cui agganciare il moschettone, così puoi usarlo corto o lungo ma sempre come guinzaglio fisso;

  • I guinzagli molto lunghi (> 3 mt) o molto corti (meno di 1 mt) vanno usati nel modo giusto a seconda dei contesti;

  • Evita i collari a strozzo: provocano comprovati e molteplici danni fisici (immaginatevi voi con una catena al collo che stringe di colpo) e non insegnano minimamente a non tirare, anzi, a volte l’effetto è proprio quello contrario: tendono a farlo ancora di più per cercare di togliersi dal fastidio che sentono, rischiando di soffocarsi.

     2 – Utilizzare correttamente l’attrezzatura scelta

Durante un percorso di educazione si lavora sulla sensibilità, l’attenzione e le strategie per utilizzare al meglio gli strumenti scelti.

In passeggiata nessuna cosa viene lasciata al caso: i gesti, il modo in cui teniamo il guinzaglio in mano, le tensioni che esercitiamo, le decisioni che prendiamo, la nostra voce, la postura, ogni cosa diventa consapevole.

Più rendiamo la nostra comunicazione chiara e coerente più, a sua volta, lui diventerà reattivo nei nostri confronti. E’ solo questione di tempo: piano piano diventa attento e cosciente del fatto che dietro al guinzaglio c’è sempre un compagno che lo ascolta, con cui può comunicare e di cui può fidarsi.

E’ un percorso che passo dopo passo ci porta ad entrare in sintonia e a capirci velocemente.

A volte i cani sembrano “sordi” non perché non sono in grado di capirci, ma perché sono stati inconsapevolmente ignorati per così tanto tempo, che semplicemente hanno smesso di provare a comunicare. Nel momento in cui esibivano emozioni come paura, preoccupazione, allarme, non siamo riusciti a recepirlo rispondendo adeguatamente, perciò si sono arresi al fatto che quando sono al guinzaglio sono soli. Hanno imparato che non riceveranno supporto, e quindi devono affrontare e gestire le situazioni e i pericoli a modo loro.

Molto spesso il mancato ascolto (e il conseguente aiuto) è proprio la causa di comportamenti come: l’abbaio, l’aggressività al guinzaglio, il tirare, la paura.

Finalmente abbiamo l’opportunità e gli strumenti per utilizzare il guinzaglio non più solo come strumento per controllare fisicamente un cane, ma per tutelarlo, aumentare la sua fiducia nei nostri confronti e sviluppare una buona sintonia CON e SENZA di esso.

3° ELEMENTO: IL CANE

Se avete trovato interessante questo articolo vi rimando alla lettura dell’ultima parte dedicata al terzo e quarto elemento: il cane e l’ambiente.

>>> terza parte >>>

…Buona lettura!!

Noemi 🌟