UNA PASSEGGIATA FELICE (parte 3)

In questo articolo affronteremo il 3° e 4° elemento della passeggiata: il cane e l’ambiente esterno.

 3° ELEMENTO: IL CANE

Guardiamo la passeggiata dal suo punto di vista:

Immaginate di salire in macchina con un vostro caro amico e nel momento in cui partite, smette improvvisamente di parlarvi. Comincia a guidare velocissimo senza rispettare i semafori, frena e accelera senza una regola e in tutto questo sembra ignorarvi. Non vi dice dove ha intenzione di andare e quando gli chiedete di fermarsi perché siete preoccupati, vi ignora continuando a guidare come un pazzo.

In questa situazione, come vi sentireste? Sareste tranquilli e sereni a salire nuovamente in macchina con lui?

In passeggiata siamo noi a guidare: a scegliere dove andare, cosa fare, chi incontrare: nel momento in cui agganciamo il guinzaglio e usciamo di casa, rappresentiamo il suo unico punto di riferimento. E’ chiuso con noi in macchina, non sa dove lo porteremo e non può decidere di scendere, non ha libertà. Si deve FIDARE di noi.

Senza rendercene conto, tantissime volte tradiamo la sua fiducia: andiamo verso ciò che lui percepisce come un pericolo oppure lo lasciamo avvicinare da una potenziale minaccia (es. un cane sconosciuto ci viene incontro), spesso ignorando completamente i suoi segnali.

Non lo facciamo apposta, semplicemente non ne siamo consapevoli. Quante volte è capitato di tirarlo quando si piantava a terra, trascinarlo se si soffermava davanti a un cancello con dietro dei cani o direttamente davanti a un cane con cui stava interagendo costringendolo a dare le spalle a una possibile minaccia? Lo abbiamo fatto incontrare con qualunque cane: quelli per strada, dietro ai cancelli, nelle aree cani; senza sapere quali comunicazioni gli stessero mandando, costringendolo così ad affrontarli. Quante volte lo abbiamo fatto toccare da gente estranea senza chiederci se a lui faceva realmente piacere, o lo abbiamo portato in luoghi o vicino a persone che lo preoccupavano?

In conclusione, lui si ritrova in passeggiata con noi senza sapere dove si andrà, cosa si farà, se lo ascolteremo o meno e con milioni di stimoli e pericoli da fronteggiare.

In tutto questo, il cane cosa percepisce?

  • Che in passeggiata si comunica con il guinzaglio “voglio qualcosa allora tiro” e non con il proprietario; impara che tirare funziona per ottenere spazio e attenzioni (esattamente come facciamo noi con lui);

  • Che la passeggiata è un momento stressante per entrambi: se non può fare né raggiungere ciò che vuole ed è costretto a seguire una guida instabile e confusa, il risultato è frustrazione e stress;

  • Che se ci sono cose, cani o persone che lo preoccupano se li deve gestire da solo;

  • Che bisogna arrivare ad abbaiare o mordere per essere ascoltati;

  • Che siamo incoerenti, perché forniamo informazioni contraddittorie:

    • Lo tiriamo per spostarlo, per chiamarlo, per cambiare strada, però pretendiamo che lui non lo faccia con noi;

    • Ci avviciniamo ad altri cani per fargli fare amicizia e poi lo sgridiamo se è lui a tirare per andarli a conoscere;

    • Siamo felici quando saluta energicamente le persone che incontra (amici) ma altre volte se lo fa lo sgridiamo (sconosciuti);

    • Quando comincia a tirare forte a volte lo seguiamo, altre volte invece, lo strattoniamo per farlo smettere;

    • Ci stufiamo di aspettarlo quando annusa il terreno ma se siamo noi a dover stare fermi lo sgridiamo se si agita;

Una guida confusa conduce ad un cane confuso.

Quindi su cosa possiamo lavorare?

Sui due fattori fondamentali: il bisogno di sicurezza e la fiducia nei nostri confronti.

Il modo migliore per permettere ad un cane di passeggiare serenamente al guinzaglio è fargli capire che durante tutto l’arco della passeggiata sarà ascoltato, compreso e protetto. Si può rilassare perché a lui ci pensiamo noi. Siamo noi gli autisti e siamo pronti a prendercene la responsabilità.

Qual’ è la nostra percezione del guinzaglio?

Immaginiamo che il guinzaglio crei un cerchio attorno a noi, in cui noi siamo al centro e all’interno del quale il cane è libero di muoversi. Se desideriamo che si “comporti bene” in passeggiata, allora è necessario che si senta bene all’interno di questo spazio. Il guinzaglio non è solo uno strumento di controllo; non diminuisce la nostra responsabilità, al contrario, la aumenta.

Se ci pensiamo attentamente, il comportamento è la diretta conseguenza di uno stato d’animo, di cosa prova e come si sente il nostro cane in un dato momento; perciò, solo se percepirà lo spazio che comprende me, il guinzaglio e lui, come sicuro sarà in grado di rilassarsi e di conseguenza, passeggiare tranquillamente. Si deve fidare del fatto che lo ascolteremo, che lo proteggeremo in caso di pericolo e che non lo porteremo verso ciò che lo preoccupa: in pratica, che saremo dei bravi guidatori.

Come si fa per ottenere questo?

Ecco concretamente cosa possiamo fare:

  • Sviluppare una buona osservazione e comprensione del cane;

  • Sviluppare una buona comunicazione e consapevolezza nelle informazioni che trasmettiamo;

  • Imparare a tutelare il nostro cane;

  • Sviluppare competenze emotive e sociali nel cane;

  • Appagare il suo senso di fiducia e sicurezza;

  • Appagare i suoi fabbisogni fisici, emotivi e cognitivi;

  • Conoscere più in profondità il nostro cane: essere ben consapevoli di ciò che crea preoccupazione, ansia o insicurezza e di ciò che invece lo fa stare bene;

Non usiamo più il guinzaglio per tirare, strattonare o richiamare il nostro cane e non andiamo in giro con le tasche piene di bocconi. Andiamo a lavorare su tutto un altro piano, in un percorso in cui capirsi, comunicare e fidarsi sono le tre parole chiave!

Il primo passo di questo percorso è capire come il nostro cane si sente e cosa ci sta comunicando in quel momento; e questo si ottiene tramite lo sviluppo di una buona OSSERVAZIONE e della capacità di RICONOSCERE i comportamenti e le posture che ci indicano un certo stato emotivo.

Solo in questo modo riusciamo a renderci davvero conto se il nostro cane ha paura, è intimorito, se sta bene, se si sta divertendo oppure c’è se qualcosa che lo turba o lo preoccupa.

Dopodichè impariamo a rispondere adattando il nostro comportamento al suo stato emotivo. In un meccanismo di “azione – reazione”. Il cane fa domande, asserzioni, imposizioni e noi rispondiamo con il nostro comportamento, la voce e la postura come riteniamo più opportuno in quella determinata situazione.

OSSERVAZIONE –> COMPRENSIONE –> RISPOSTA

Più diventiamo consapevoli di cosa lui prova e agiamo nella maniera giusta per rispondere al suo stato emotivo, più entriamo in SINTONIA e la passeggiata diventerà davvero un piacere per entrambi!!

Se, ad esempio, notiamo che il nostro cane si spaventa nel vedere qualcosa (un oggetto, un cane, una persona) continuare ad andare in quella direzione vuol dire ignorare la sua paura, non ascoltarlo e trascinarlo verso qualcosa che lo spaventa! Questo non solo ci fa perdere la sua fiducia ma gli fa capire che durante la passeggiata non sarà ascoltato e non potrà contare su di noi. In questo caso sarebbe meglio cambiare strada o mettere il cane al nostro fianco sul lato opposto per superare l’ostacolo in sicurezza facendolo sentire protetto.

Qual’è il fabbisogno minimo del mio cane?

Impostata una buona comunicazione, è utile chiedersi se l’attività che facciamo con il nostro cane basta: quante energie fisiche ha? Le attività quotidiane lo soddisfano? Quali sono le più adatte a lui? Come è meglio organizzare le nostre uscite?

Se un cane ha molte energie da sfogare ma fa passeggiate da 10 min l’una immaginate con quale entusiasmo le farà! Cercherà di godersele appieno sfruttando ogni energia che ha in corpo!

Riuscire a soddisfare i bisogni fisici, mentali ed emotivi del nostro cane vuol dire creare una base solida per un ottimo rapporto che, di conseguenza, si manifesta in una passeggiata senza conflitti.

4° ELEMENTO: L’AMBIENTE

Attraverso l’osservazione dell’ambiente in cui siamo, possiamo agire preventivamente evitando situazioni di preoccupazione o pericolo per il nostro cane. Se ci accorgiamo che è preoccupato da qualcosa, osservare bene l’ambiente può darci la risposta.

Quando notiamo un comportamento strano, possiamo guardarci intorno e accorgerci ad esempio che molto più avanti sta arrivando un cane particolarmente minaccioso! Allora, a quel punto, ci spostiamo dall’altra parte della strada o cambiamo direzione ed evitiamo così una situazione di malessere.

Un buon educatore cinofilo vi può accompagnare in questo percorso di consapevolezza, guidandovi e fornendovi gli strumenti necessari ad affrontare al meglio questa esperienza.

Per ulteriori informazioni, dubbi o domande resto disponibile all’indirizzo mail: info@canemania.it

A presto,

Noemi 🌟